Oncopeptides annuncia la pubblicazione di un nuovo studio condotto in condizioni reali sulla rivista scientifica peer-reviewed *European Journal of Haematology*. Lo studio, condotto presso l’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, in Italia, conferma l’efficacia e la sicurezza di Pepaxti (melflufen) in associazione con desametasone. I pazienti sottoposti a trattamenti intensivi, compresi quelli refrattari alle nuove immunoterapie, hanno tratto beneficio dalla forte efficacia di Pepaxti: il tasso di risposta complessivo (ORR) è stato del 41% con una sopravvivenza mediana libera da progressione (mPFS) di 9,0 mesi.
L’analisi retrospettiva ha valutato 17 pazienti con mieloma multiplo recidivante/refrattario (RRMM) trattati in un contesto reale al di fuori degli studi clinici. Nonostante una popolazione altamente refrattaria—dove l’88% era refrattario di tripla classe e il 41% era refrattario al penta-farmaco—Pepaxti ha dimostrato un tasso di risposta complessivo (ORR) clinicamente significativo del 41%.
Punti salienti dello studio:
- Forte efficacia in contesti di linea avanzata: l’ORR era del 41%, con una sopravvivenza mediana senza progressione (mPFS) di 9,0 mesi nei pazienti che hanno risposto.
- Accesso preservato alle terapie future: In particolare, il 100% dei pazienti che hanno ricevuto nuove immunoterapie successive (come CAR-T o anticorpi bispecifici) dopo Pepaxti ha ottenuto una risposta parziale o migliore, con la maggioranza che ha raggiunto una risposta parziale molto buona (VGPR) o superiore.
- Sicurezza gestibile nelle popolazioni fragili: Il profilo di sicurezza era coerente con quello degli studi clinici precedenti, nonostante una parte elevata (41%) della coorte avesse >75 anni e molti presentassero una funzione renale ridotta.
- Posizionamento strategico: I dati suggeriscono che Pepaxti funge da efficace “ponte di interruzione” o terapia a intervalli, mantenendo il controllo della malattia senza compromettere il successo dei successivi trattamenti di reindirizzamento delle cellule T.
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